Mese: gennaio 2014

 

Risarcimento danni da malasanità: a chi rivolgersi?

log-qSpesso capita a molte persone di avere bisogno di assistenza legale per malasanità.

Anche in luoghi considerati sicuri dai cittadini, come possono essere ad esempio cliniche ed ospedali, capita spesso di incombere in errori sanitari e medici. Tali errori sanitari possono essere causati da cattiva organizzazione, mancanza di esperienza o distrazione da parte del personale medico.

Questi errori di malasanità si ripercuotono sulla salute sia della persona colpita che dei propri familiari causando oltre ad invalidità permanente del paziente anche la riduzione di produrre del reddito.

Consulenza legale per richiesta risarcimento danni da errori medici e malasanità

Gli studi legali specializzati in errori medici di Risarcimento-Online.it sono a disposizione per qualsiasi tipo di assistenza e consulenza legale per malasanità, in particolare per intraprendere azioni legali per risarcimento danni da errori medici.

Basta semplicemente compilare il modulo per la richiesta di assistenza legale malasanità per essere messo in contatto con un avvocato specializzato in malasanità ed errori medici.

Il portale nasce da un gruppo di professionisti che lavorano nell’ambito legale della sanità, offrendo alle vittime di malasanità ed errori medici un assistenza legale e consulenza per ottenere il giusto risarcimento danni.

Chi può rivolgersi a Risarcimento-Online?

Agli avvocati di Risarcimento-Online per malasanità possono rivolgersi tutti quei familiari e vittime di incidenti dovuti ad errori medici e malasanità.

Se quindi non sei ancora seguito da un avvocato specializzato in errori medici:

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Malasanità, 570 denunce in 4 anni: la maglia nera a Calabria e Sicilia

repubblica.itFonte: repubblica.it

Di: VALERIA PINI

22 gennaio 2014

I dati della Commissione parlamentare d’inchiesta: 400 degli esposti riguardano eventi col decesso del paziente. La gran parte dei casi attribuiti a errori dei personale, 186 a inefficienze di ospedali e strutture varie. Lo squilibrio fra Nord e Sud nel rapporto fra posti letto e medici

ROMA – Una trasfusione sbagliata o una diagnosi che arriva troppo tardi. In Italia, in media, ogni mese si contano circa 13 casi di presunta malasanità, che finiscono sotto la lente d’ingrandimento della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali. In quasi quattro anni di lavoro, dal primo ufficio di presidenza di fine aprile 2009 a dicembre 2012, l’organismo a ricevuto 570 denunce. Fra queste, 400 erano relative a eventi che hanno comportato la morte del paziente o per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni o carenze strutturali.

I numeri sono contenuti nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori che oggi a Roma ha presentato il bilancio dell’attività svolta. Analizzando nel dettaglio la tabella della Commissione si scopre che 261 decessi sono stati attribuiti dai denuncianti a errori medici e 139, invece, a inefficienze di vario tipo. Il dato che colpisce di più è un altro: sui 400 decessi totali, quasi la metà delle denunce si è registrata in due sole regioni: Calabria (87) e Sicilia (84).

Sulle 570 denunce per malasanità, ben 117 provengono dalla Sicilia, 107 dalla Calabria, 63 dal Lazio, 37 dalla Campania, 36 da Emilia Romagna e Puglia, 34 da Toscana e Lombardia, 29 dal Veneto, 24 dal Piemonte, 22 dalla Liguria. Anche per quanto riguarda le persone che perdono la vita, le prime regioni in classifica sono Calabria e Sicilia. Le denunce per eventi con decesso del paziente sono state 87 in Calabria, 84 in Sicilia, 42 nel Lazio, 30 in Campania 30, 28 in Emilia Romagna 25 in Puglia e 22 in Toscana.

I dati. L’analisi presentata oggi fa emergere anche le incongruenze del Sistema sanitario nazionale, come quella relativa al rapporto tra posti letto e personale medico, che presenta delle differenze abissali fra Nord e Sud Italia.
“La Sicilia – si legge ad esempio nella relazione – evidenzia un numero di medici ogni 10 posti letto, che è il doppio di quelli utilizzati nel Friuli Venezia Giulia o nelle Marche”. In particolare, il minimo di 6,3 dipendenti medici ogni 10 posti letto effettivi si registra in Friuli Venezia Giulia, nella provincia autonoma di Trento e nelle Marche. Presentano valori vicini alla media nazionale la Toscana, l’Emilia Romagna e l’Abruzzo, mentre i valori più elevati sono presenti in Sicilia (12,3), Basilicata (11,8), nel Lazio (11,3) e in Calabria (11,1).

“E’ chiaro che se per far funzionare lo stesso numero di posti letto ci sono realtà regionali che utilizzano risorse umane doppie – ha commentato il presidente della Commissione, Antonio Palagiano – ciò non potrà che far lievitare in maniera esorbitante la spesa sanitaria senza aggiungere niente ad appropriatezza ed efficacia delle cure”. Poi ci sono i dati sulla spesa sanitaria sui cui incidono soprattutto il costo del personale (nel 2011 al 32,2%) e i debiti presso i fornitori con interessi moratori sempre più alti.

Il personale sotto accusa. Le richieste di risarcimento per presunto errore medico sono in aumento e stanno diventando un problema enorme per il Sistema sanitario nazionale e per chi ci lavora. I contenziosi legali per denunce a carico del servizio o di singole strutture o medici sono del resto una delle ragioni principali per le quali, ad esempio, è stato proclamato lo sciopero dei ginecologi e degli ostetrici. I processi per errori in ginecologia e ostetricia sono del resto quelli che portano ai risarcimenti più alti, perché le vittime sono madri o bambini piccolissimi. Gran parte delle denunce per errori attribuiti a medici e personale sanitario arrivano ancora una volta da Calabria (87) e Sicilia (72); a seguire Lazio (35), Toscana e Campania (27), Lombardia (24) e Puglia (21).

Le strutture sotto accusa. Gli episodi di malasanità in 186 casi riguardano invece disservizi, carenze e inefficienze attribuite più in generale a ospedali, cliniche, strutture sanitarie varie. Tutte lacune del Sistema nazionale sanitario che la Commissione cataloga come ‘altro’. Su 186 casi totali registrati in tutto il Paese (che potrebbero aver causato 139 vittime), 45 riguardano gli ospedali siciliani, 28 le strutture del Lazio, 20 quelle della Calabria. E ancora: 17 casi si sono verificati in Emilia Romagna, 15 in Puglia.

In Campania incarichi senza concorso. Infine, in Campania, una delle regioni con i conti della sanità più in difficoltà, la commissione segnala come siano stati assunti 383 manager aggirando il blocco del turnover. Quasi 400 dirigenti a cui è stato assegnato un incarico senza passare per un concorso.

Malasanità Salerno: Pazienti ricoverati sulle barelle in corsia

corriere.itFonte: corriere.it

Di: Rosa Coppola

23 gennaio 2014

 

 

Pazienti ricoverati sulle barelle in corsia: denuncia in Procura del sindacato

Esposto sul San Luca di Vallo della Lucania della Uil
Tomasco: «Da verificare anche gli stipendi faraonici»

SALERNO – Un esposto presentato in Procura a Vallo della Lucania per denunciare una cattiva pratica di ricoveri in barella nell’ospedale San Luca. Nell’articolato e dettagliato documento si legge: «Una continua e reiterata “mal practice” di ricoverare pazienti in eccedenza rispetto alla dotazione di posti, all’interno delle unità operative del presidio ospedaliero San Luca di Vallo della Lucania, a discapito della salute dei pazienti e, nel contempo, degli stessi infermieri, pochi, sui quali gravi una responsabilità che non compete»,scrive Biagio Tomasco, segretario della Uil Fpl, al procuratore capo di Vallo della Lucania. Evidenziando anche le criticità di un plesso alle prese con una mole di lavoro in aumento dopo la chiusura dell’ospedale di Agropoli.

I RILIEVI – «Ricoverare in eccedenza, su barelle, è una pratica non scevra di rischi per la salute dei pazienti degenti più volte denunciata alla direzione sanitaria – prosegue l’esposto – tanto più grave se correlato alla cronica mancanza di personale, stimata in 191 o 116 infermieri, a seconda che si voglia conteggiare la presenza o meno di figure di supporto, personale, lo si ricorda, deputato all’assistenza. Ma come si può prestare assistenza ai degenti se si lavora in una situazione fuori norma?A chi verrà addossata la colpa di eventuali danni alla persona?». Gli accessi in pronto soccorso sono quasi cento al giorno per 307 posti complessivi ma effettivi circa 286. «Tutto questo mentre sono erogati stipendi faraonici – conclude Tomasco – senza che nessuno capisca a che titolo siano resi».

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Anatocismo bancario Viterbo

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Anatocismo bancario

Le banche italiane dovranno restituire tra i 20 e i 30 miliardi di euro ai correntisti per aver praticato l’anatocismo bancario, ma non lo faranno di propria iniziativa

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Per ottenere il risarcimento per anatocismo bancario, è necessario rivolgersi ad uno specialista in materia, il quale analizza tutta la documentazione bancaria per calcolare l’ammontare del risarcimento.

Il 75% dei risarcimenti ottenuti il 95 giorni – Valore medio 115.000 €

Anatocismo bancario Verona

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Anatocismo bancario Vicenza

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Anatocismo bancario Verbano Cusio Ossola

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