Mese: febbraio 2014

 

Malasanità e risarcimento a Pescara

Risarcimento-malasanita-PescaraI casi di malasanità a Pescara sono, purtroppo, episodi di cronaca sempre più frequenti.
Nel corso degli ultimi anni si è potuto assistere ad una vera e propria impennata nel numero dei casi di malasanità nel capoluogo.

Uno dei casi più agghiaccianti riguarda il caso di un bimbo di soli 3 mesi morto a luglio 2009 dopo un intervento durato nove ore, sul caso si indaga sulla responsabilità dei medici.

Un’altro caso di malasanità a Pescara risale 2007. A gennaio del 2007 muore Costanza Vieste dopo tre interventi. Il caso fu particolarmente clamoroso in quanto si pensava che un rene della donna fosse sparito, ma in realtà era solo di dimensioni più piccole del normale.

Il 20 febbraio 2014, i deputati abruzzesi del M5S hanno presentato un’interrogazione parlamentare riguardante la situazione del reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale di Pescara, dopo i casi di infezione e i problemi di igiene segnalati nei mesi scorsi.

“Nel luglio del 2013, all’esito di un’ispezione effettuata dal Nucleo antisofisticazioni e sanità (NAS), il Coordinatore dei Presidi Ospedalieri della ASL di Pescara ha disposto la chiusura di tale sala operatoria in quanto non conforme alle norme vigenti in materia igienico-sanitaria.“

Le pagine dedicate alla cronaca abbruzzese degli ultimi anni sono costellate di eventi simili.

Fino a pochi anni fa chi era vittima di un caso di malasanità o perdeva una persona cara a causa di un errore o ancor peggio della noncuranza dei medici doveva rassegnarsi ad affrontare un lungo e costosissimo processo per chiedere giustizia ai responsabili.

Da oggi però, grazie al nostro servizio di assistenza medico-legale, chi ritiene di essere stato vittima di un caso di malasanità a Pescara o in tutta Italia può rivolgersi a noi per una consulenza.

Se si ritiene di essere stati vittima di un caso di malasanità a Pescara, è sufficiente compilare il modulo di richiesta assistenza o chiamare il nostro numero verde per richiedere un servizio di consulenza.

Non è necessario l’anticipo di nessuna somma di denaro: il nostro onorario verrà saldato solamente a risarcimento ottenuto, senza anticipi e senza rischi.

Per richiedere ed ottenere un risarcimento da parte di una struttura sanitaria o da un medico si hanno a disposizione ben dieci anni dalla data dell’ultimo certificato.

In questo modo, è possibile richiedere risarcimenti per fatti avvenuti nel corso dell’ultimo decennio, potendo finalmente avere giustizia e ricevere una somma adeguata al dolore sofferto e ai disagi patiti.
Contattateci senza impegno per ottenere tutte le informazioni necessarie.

Articolo pubblicato da Giovanni Zappalà

26 febbraio 2014

Redazione risarcimenti-online.it

© Riproduzione vietata

 

Malasanità, spot Amami, Codici: Uno scandalo

Malasanità, spot Amami, Codici:Uno scandalo

Roma – 24 feb (Prima Pagina News) “Spostare l’attenzione dalle vere vittime, cioè i pazienti che malauguratamente subiscono le conseguenze (spesso anche mortali) della malasanità, ai medici, è un vero e proprio scandalo” – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici. Se ne parla ormai da giorni, ma viene presentato solo oggi lo spot “Medici, pazienti e avvoltoi” realizzato dall’Associazione Amami per difendere il mestiere dei medici, soprattutto di quelli che si sentono ingiustamente colpiti da pazienti che denunciano episodi di malasanità. A scatenare la scintilla della polemica il recente spot degli avvocati “obiettivo risarcimento”. Ciò a cui stiamo assistendo oggi è una sempre maggiore tutela nei confronti della categoria dei medici, che va a discapito dei pazienti, sempre più spesso rimasti soli di fronte ai tragici episodi di malasanità. A tal proposito consideriamo il DDL 1134, palesemente volto a deresponsabilizzare i medici: “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità in ambito medico e sanitario”. Non è la prima volta che la classe politica si inchina al potere delle lobbies, mettendo in atto manovre finalizzate a deresponsabilizzare i sanitari. Per questo dalla campagna del Codici “Indignamoci, ci scippano la salute e la dignità”, oggi nasce “Non siete voi le vittime!”, contro quei medici che si sentono facili bersagli di ingiuste accuse da parte dei pazienti. Il disegno di Legge 1134, d’iniziativa del senatore Amedeo Bianco, nonché Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, è fortemente sbilanciato a favore della categoria. È una legge fatta in casa, visto il ruolo del Presidente Bianco, che non ha rispetto delle vittime della malasanità e non tutela i pazienti. Il ddl è fatto da un medico a favore dei medici. Oggi si parla molto di medicina difensiva come conseguenza di un atteggiamento più attivo dei pazienti, che denunciano con più frequenza i casi di errori medici. Ma il livello raggiunto finora, che vede addirittura chirurghi rifiutarsi di operare pazienti (si pensi a quanto successo recentemente nella clinica Villa Tiberia di Roma ), è decisamente eccessivo e si pone in netto contrasto con l’interesse del cittadino. “L’Associazione Codici si impegna a tutelare le vere vittime della malasanità – continua Ivano Giacomelli – Nessuno spot ci farà cambiare idea, perché siamo in contatto ogni giorno con le storie di genitori disperati per la perdita di una figlia, mariti arrabbiati rimasti vedovi e parenti rassegnati che perdono i loro cari a causa di tragici errori medici. La nostra non è una caccia alle streghe, ma una giusta difesa di chi subisce le conseguenze di comportamenti negligenti. Per questi lanciamo la campagna “Le vittime non siete voi!”, che raccoglie le storie di malasanità sparse in tutta Italia, che ancora oggi attendono giustizia”.

Fonte: primapaginanews.it

Di: primapaginanews.it

24 febbraio2014

primapaginanews.it

Malasanità a Rimini, tumore al seno sinistro ma le curano il destro

tgcom24.mediaset.itSottoposta a ventidue sedute di radioterapia sulla mammella sbagliata

– Una donna di 40 anni è stata sottoposta a ben ventidue sedute di radioterapia al seno destro. Il suo tumore, però, era nella mammella sinistra. Un errore che si è verificato all’ospedale di Rimini. Il gip del tribunale della città ha chiesto l’archiviazione perché, secondo la perizia della Procura, non ci sarebbero lesioni penalmente rilevanti. L’avvocato della paziente si oppone.

Lotta in tribunale – Nel 2011 la donna si era ammalata di carcinoma e, dopo l’operazione è seguita la chemioterapia e la radioterapia ma al seno sano. Inizia dalla scoperta di questo sbaglio, la sua battaglia legale. La donna ha presentato, infatti, una denuncia per lesioni.

Scontro tra periti – Lo scorso 16 dicembre si è tenuta l’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Rimini, dove la Procura, dopo aver sequestrato le cartelle cliniche della donna e in forza di una perizia medico legale affidata a due esperti di Milano, ha chiesto l’archiviazione. Secondo la perizia della Procura infatti non vi sarebbero lesioni penalmente rilevanti.

A opporsi il legale della donna, l’avvocato Roberto Urbinati, che ha presentato una serie di perizie oncologiche e psicologiche di parte che concordato invece nel ritenere la sussistenza del danno per colpa medica e per negligenza. Un danno che i periti quantificano in “una riduzione delle possibilità di sopravvivenza della paziente non inferiore al 20%”. Il gip non ha ancora sciolto la riserva.

Causa civile in stand-byIn fase di stallo anche la causa civile che la riminese ha intentato contro l’Ausl riminese. La paziente ha tentato dapprima la via della conciliazione ma l’azienda sanitaria non si è presentata. Poi l’udienza civile per danni con la richiesta di un risarcimento di 800 mila euro, che era fissata per il 18 febbraio, è slittata a causa di un errore nell’assegnazione al giudice non competente.

La vicenda – L’operazione al seno sinistro per l’asportazione del nodulo è stata effettuata all’ospedale di Santarcangelo. Poi la donna è stata messa in cura al day hospital oncologico di Rimini. Dopo quattro mesi di chemioterapia, inizia la radioterapia. Ma al ventiduesimo ciclo,la donna ha scoperto di avere una bruciatura sul seno destro, quello sano. Allarmata la donna si rivolge ai medici che, con tante scuse, confermano i sospetti della paziente: la radioterapia era stata fatta sul seno sbagliato.

L’avvocato Urbinati ha commentato: “E’ il primo caso in Italia di un tale errore. Nel mondo, solo negli Stati Uniti, in Pennsylvania, uno analogo a quello commesso all’ospedale di Rimini”.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

Di: tgcom24.mediaset.it

24 febbraio2014

Incidente mortale sulla Pontina a Borgo Hermada, il bilancio è di un morto e 4 feriti

latinapress.itUna persona deceduta e quattro feriti di cui uno in codice rosso.

Questo il pesante bilancio di un incidente che si è verificato sulla Pontina la km 104.00 nel territorio di Terracina a Borgo Hermada. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che una Fiat Panda proveniente da Latina non si sia accorta dell’improvvisa svolta di un furgone che viaggiava nella stessa direzione. Senza frenare l’utilitaria è finita a gran velocità contro il mezzo cassonato, facendolo carambolare a sua volta contro una Smart. Ad avere la peggio il conducente della Fiat Panda, un 47enne di Monte San Biagio Rosario Gallozzi che stava facendo rientro dal lavoro assieme ad un operaio di nazionalità romena e a suo figlio, il 22enne Piero Gallozzi. Mentre il padre ha perso la vita sul colpo, il ragazzo è stato elitrasportato al “Santa Maria Goretti” di Latina dove si trova in gravissime condizioni. Feriti anche i conducenti del furgone e della Smart, rispettivamente un 47enne di San Felice Circeo ed un 27enne di Terracina, portati entrambi in ambulanza al “Fiorini” di Terracina.

Fonte: latinapress.it

Di: Redazione online  latinapress.it

24 febbraio2014

Malasanità e risarcimento a Catania

risarcimento-malasanita-cataniaI casi di malasanità sono, purtroppo, episodi di cronaca sempre più frequenti in tutta Italia e in particolare a Catania.
Nel corso degli ultimi anni si è potuto assistere ad una vera e propria impennata nel numero dei casi di malasanità nel capoluogo etneo.

Uno dei casi più agghiaccianti riguarda il caso di Bartolo Gullino, l’ottantacinquenne morto nel passato mese di dicembre a Catania all’insaputa di tutti. Il figlio Carmelo, residente a Brescia, non viene informato del decesso del padre e lo scopre solamente dieci giorni dopo la sua morte. L’anziano era stato trasferito all’insaputa del figlio in un altro nosocomio. Sono attualmente in corso indagini per appurare le eventuali responsabilità.

Un’altro caso di malasanità nel capoluogo etneo risale all’agosto del 2012. Il 20 agosto una giovane badante bulgara, Emilia Mihaylona, si reca in ospedale a causa di alcuni fortissimi dolori al petto. Dimessa poco dopo con la prescrizione di una terapia a base di antidolorifici, torna in ospedale il 23, sempre a causa di forti dolori. Dopo una notte in osservazione, viene dimessa con la medesima prescrizione di utilizzo di antidolorifici.
Il 30 agosto Emilia ritorna in ospedale per i fortissimi dolori: i medici, finalmente, constatano che la giovane aveva le costole fratturate ma è ormai troppo tardi. Poche ore dopo, ai parenti viene comunicato il decesso.

Nel febbraio del 2010, il diciannovenne Marco Moschetto muore per la negligenza del suo medico di base. Il giovane, accusando forti dolori addominali, si reca dal suo medico di base che però è incapace di diagnosticare la reale causa del suo malessere e non gli prescrive un ricovero urgente in ospedale. Marco, tornato a casa rasserenato, muore poche ore dopo. Era stato colpito da un gravissimo ileo paralitico e stava morendo dissanguato per un’emorragia del colon.
Le pagine dedicate alla cronaca siciliana degli ultimi anni sono costellate di eventi simili.

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Articolo pubblicato da Giovanni Zappalà

21 febbraio 2014

Redazione risarcimenti-online.it

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