Caso Mortale – Assistenza risarcimento parenti vittime

casi-mortaliLa morte di un parente è sempre una grande perdita. Se ciò, poi, avviene a causa di un incidente stradale, il dramma diventa doppio. Tuttavia, a seguito di questi “episodi”, la normativa prevede un iter burocratico complesso ed articolato. A seguito di questi avvenimenti, infatti, subentrano i cosiddetti risarcimenti.
Esiste una distinzione ben precisa, per quanto riguarda un incidente stradale mortale, sulle tipologie di risarcimento da richiedere: ci sono i danni patrimoniali, morali,per morte “iure hereditas” o biologico, e il danno esistenziale.
Il primo tipo (ovvero quello patrimoniale) si rivolge ai superstiti: in caso di incidente stradale, da cui deriva la morte di una persona, il danno riguarda i superstiti che avevano rapporti economici attivi con la persona deceduta. Questo avviene indipendentemente dal fatto che essi siano (o meno) gli eredi, e purchè il danno sussista effettivamente.

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Il danno morale, invece, spetta per diritto ai parenti prossimi del defunto, e viene valutato in base ad alcune tabelle che sono state pubblicate dai tribunali italiani. Inoltre, il risarcimento viene valutato in base all’età del defunto, al tipo e grado di parentela, in base ad un’eventuale convivenza o sulla presenza di parenti in vita o meno. Attualmente, è stato stimato che un risarcimento medio morale, relativo alla morte di un figlio o di un genitore, possa essere quantificato circa 200 o 300 mila euro. Il risarcimento, inoltre, viene effettuato anche nel caso in cui il protagonista dell’incidente muoia successivamente all’evento.
Il calcolo effettivo del risarcimento viene effettuato valutando diversi fattori. Il più importante riguarda il calcolo dell’ipotetico reddito del defunto, e la parte che sarebbe stata data al devoluto. Nel caso in cui non si riesca a stabilire con esattezza tali condizioni, si ricadrà automaticamente su una determinazione equa.
Tuttavia, se la vittima dell’incidente stradale fosse un bambino o un ragazzo (ovvero una persona in un’età ancora non adatta al lavoro, e quindi non calcolabile), allora in questo caso è necessario calcolare l’ipotetico reddito che la vittima avrebbe potuto dare agli aventi diritto (nel caso in cui fosse stato vivo).

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Infine, c’è un’ulteriore precisazione da fare: esiste un rapporto parallelo tra la morte avvenuta immediatamente, e quella occorsa successivamente, e dopo un determinato lasso di tempo: secondo la Giurisprudenza, la morte di un soggetto non influisce sul bene salute e sulla sua tutela, ma incide solo sul bene giuridico della vita. Da qui nasce la distinzione tra risarcimento biologico e quello morale: il primo viene dato ai congiunti più stretti a seguito di azioni di soggetti esterni, definite illecite, e che ne hanno causato il decesso. Il secondo tipo, quello morale, viene dato nel caso in cui sia passato un lasso di tempo tra l’evento e la morte, e il soggetto sia rimasto lucido, e consapevole dell’accaduto, fino alla fine.
Tuttavia, per risolvere queste traumatiche questioni è sempre meglio rivolgersi ad un avvocato, o (meglio ancora) ad uno studio, specializzato in questa tipologia di sinistri. Il requisito più importante sicuramente è l’affidabilità, senza dimenticare l’esperienza maturata nell’ambito di queste controversie: casi difficili da trattare sia dal punto di vista materiale che morale.
Alcuni studi, a questo proposito, offrono consulenza legale specifica, e gratuita, per la richiesta di eventuali danni relativi ad incidenti stradali mortali.

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