La malasanità in camice bianco

quotidiano.netFonte:  quotidiano.net

Di: Viviana Ponchia

23 Ottobre 2013

 

LO SCRITTORE francese Maurice Sachs sosteneva che i medici sono gli uomini d’affari della scienza. E che invece i medici con la passione per la loro scienza sarebbe meglio chiamarli poeti. Esistono, chi li ha incontrati racconta storie bellissime che non finiscono sui giornali. Purtroppo sono i grandi numeri a mettere in ombra i grandi uomini. Sono, per dire una cifra a caso, le 1215 persone morte della provincia di Caserta che continuavano a ricevere assistenza sanitaria, i 454 giorni di attesa per una mammografia a Tortona. Ma anche un piccolo numero agghiacciate fa dimenticare la poesia: ogni due giorni in Italia salta fuori un caso di malasanità, con punte di 19 casi al mese. Una sanità malata è il controsenso con cui siamo costretti a vivere e a morire, lo sperpero di risorse è il baratro in cui cadono uno dopo l’altro gli uomini d’affari della scienza. Una legge di stabilità generosa non può fare molto per i brividi che tormentano chi legge di quel fisioterapista che “effettuava prestazioni domiciliari specialistiche a una donna in epoca successiva al decesso della paziente”.

E CHI sarà mai: un eroe della rianimazione nemico del rigor mortis , un funambolo della cura oltre il tempo e lo spazio, bravo come i medici di base che continuavano ad assistere con affetto pazienti emigrati all’estero. Nel mucchio si perdono così i professionisti fantastici che visitano ancora con lo stetoscopio e fanno dire trentatrè. Sbiadiscono le tracce dei poeti che partono dall’anima per arrivare al corpo, quelli che non ti fanno fare la faccia di Bob Hope quando scopre uno scheletro nell’armadio, lo richiude e dopo due minuti urla di spavento. Ma poi ripassi le cronache e ti vengono addosso tutti gli altri . E ti senti male per la neonata partorita su una sedia di ospedale che muore di setticemia dopo sette giorni, per la moda delle liti in sala parto che nemmeno a Grey’s Anatomy, per tutte le volte che tuo padre voleva assistenza e si è dovuto accontentare di un ritardo, o di una diagnosi sbagliata.

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